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06 Nov 2026
News

Il Brasile riapre il dibattito sulla rendicontazione di sostenibilità obbligatoria allineata a ISSB

Il Brasile sta rivalutando il proprio approccio alla rendicontazione allineata a ISSB in seguito alla rimozione dei requisiti obbligatori all’inizio di quest’anno. La revisione esaminerà i costi della rendicontazione, le esigenze degli investitori e le possibili opzioni normative.


Brazil

L'autorità di regolamentazione del mercato dei valori mobiliari brasiliana, la Comissão de Valores Mobiliários (CVM), ha avviato un invito a presentare contributi per valutare il regime nazionale di rendicontazione finanziaria relativa alla sostenibilità, compresa la possibilità che la rendicontazione basata sugli International Sustainability Standards Board (ISSB) standard torni a essere obbligatoria per le società quotate.

Annunciata il 29 ottobre 2026, l’iniziativa fa seguito alla decisione della CVM nel mese di maggio di eliminare la fase prevista di rendicontazione obbligatoria ai sensi della Risoluzione 193 mediante la Risoluzione 244, mantenendo al contempo l’adozione volontaria. L’autorità di regolamentazione sta ora cercando di acquisire elementi su come tale quadro risponda alle esigenze degli investitori e se approcci alternativi offrirebbero benefici tali da giustificarne i costi.

Perché CVM sta riesaminando il quadro di rendicontazione

L’analisi fa seguito a una modifica degli obblighi di rendicontazione in Brasile, che non è ancora stata valutata attraverso una formale Analisi d’impatto normativo (RIA). CVM sta ora cercando evidenze empiriche per confrontare i costi e i benefici dell’informativa volontaria e obbligatoria.

Nella sua Call for Evidence ASA/CVM n. 02/26, pubblicata il 29 ottobre, l’autorità di regolamentazione spiega che le informazioni necessarie per questa valutazione sono detenute da diversi operatori del mercato, tra cui aziende, investitori, revisori e fornitori di dati. Ha pertanto invitato questi gruppi, insieme a ricercatori e associazioni di settore, a presentare elementi probatori sugli effetti del regime di rendicontazione.

Una questione centrale è se il regime volontario offra agli investitori una copertura, una comparabilità e un'affidabilità sufficienti delle informazioni finanziarie rilevanti relative alla sostenibilità.

CVM sta inoltre valutando le motivazioni economiche a favore dell'informativa obbligatoria. Un'ipotesi è che una rendicontazione standardizzata potrebbe ridurre l'asimmetria informativa tra le società e gli investitori, abbassando potenzialmente il costo del capitale delle società. L'autorità di vigilanza sta raccogliendo elementi per valutare se tali benefici supererebbero i costi aggiuntivi di conformità.

Costi e ostacoli alla rendicontazione volontaria

CVM sta esaminando i costi della rendicontazione allineata a ISSB e se le società più piccole debbano sostenere spese proporzionalmente più elevate. La richiesta di informazioni sollecita dati sulle spese associate alla raccolta dei dati, ai sistemi di rendicontazione, al personale, ai consulenti esterni e all'assurance indipendente.

L'autorità di vigilanza sta inoltre esaminando se le condizioni associate all'adozione volontaria scoraggino la partecipazione. Tra queste figurano l'assurance ragionevole, una dichiarazione esplicita di piena conformità agli standard emessi dal Brazilian Sustainability Pronouncements Committee (CBPS), e un impegno minimo a rendicontare per tre esercizi finanziari consecutivi.

Per valutare gli effetti degli emendamenti di maggio, CVM richiede informazioni sulle decisioni in materia di rendicontazione delle aziende relative all’esercizio finanziario 2026, compreso se intendano pubblicare una relazione e quali fattori abbiano influenzato la loro scelta.

Si incoraggiano i rispondenti a distinguere le spese e le decisioni già registrate dalle stime dei costi e dei benefici futuri, supportate da dati e metodologie identificabili.

Prevedibilità normativa dopo gli emendamenti di maggio

CVM sta inoltre valutando le conseguenze della modifica dei requisiti di rendicontazione dopo che alle aziende era stato fornito un calendario per l’adozione obbligatoria nel 2026.

L’autorità di regolamentazione intende stabilire se le imprese abbiano sostenuto spese ai sensi dei requisiti originari che non possono più recuperare o utilizzare a seguito del passaggio alla rendicontazione volontaria.

Agli investitori viene chiesto se le modifiche normative abbiano influito sulla loro valutazione dei titoli brasiliani, sui mandati di investimento o sui requisiti di due diligence. Le società sono inoltre invitate a spiegare in che modo gli emendamenti abbiano influenzato la pianificazione interna e le decisioni di investimento.

La richiesta di contributi esamina i meccanismi che potrebbero rendere più prevedibili le future modifiche normative, tra cui calendari di attuazione comunicati con anticipo, requisiti introdotti gradualmente e date di revisione predeterminate.

Quali opzioni normative vengono prese in considerazione?

La richiesta ufficiale di contributi presenta alternative che vanno dal mantenimento dell'attuale regime volontario all'introduzione di requisiti obbligatori di rendicontazione.

Nel modello volontario, CVM sta valutando se ridurre i requisiti di assurance, abbreviare gli impegni minimi di rendicontazione o consentire alle società di adottare singoli standard anziché il quadro completo.

La rendicontazione obbligatoria potrebbe essere introdotta gradualmente in base alle dimensioni della società, prevedendo misure transitorie di esenzione e un passaggio progressivo da un’assurance limitata a un’assurance ragionevole. Altre opzioni comprendono la definizione di una data futura uniforme per l’attuazione oppure l’applicazione dei requisiti esclusivamente alle società che raggiungono determinate soglie quantitative.

Un’alternativa renderebbe obbligatori CBPS 02 (l’equivalente brasiliano di IFRS S2), escludendo le emissioni di Scope 3, applicando temporaneamente un approccio comply-or-explain a CBPS 01 (l’equivalente brasiliano di IFRS S1) e alle emissioni di Scope 3.

CVM sta inoltre esaminando se determinati requisiti di informativa sulla sostenibilità possano essere integrati nell’attuale Modulo di riferimento (Formulário de Referência), anziché richiedere una relazione separata. Altri approcci includono l’autoregolamentazione.

L’autorità di regolamentazione sta raccogliendo elementi dalle giurisdizioni che hanno introdotto, posticipato o modificato requisiti di rendicontazione allineati a ISSB per valutare quali approcci potrebbero essere appropriati per il Brasile.

Cosa succede ora?

L’attuale regime volontario rimane in vigore. L’iniziativa di ottobre è un’attività preliminare di raccolta di evidenze, piuttosto che una consultazione su progetti di regolamentazione, e non è stato stabilito alcun calendario per il ripristino della rendicontazione obbligatoria.

Secondo il suo annuncio ufficiale, CVM accetta osservazioni fino a una scadenza fissata a febbraio 2027.

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