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17 Apr 2026
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Greenhouse Gas Protocol Raffina lo Scope 3 e Aggiunge la Categoria 16

L'ultimo aggiornamento GHG Protocol fornisce ai preparatori una visione più chiara di ciò che la revisione dello Scope 3 sta iniziando a prioritizzare. La bozza indica un modello più prescrittivo per i confini, la qualità dei dati e le emissioni legate agli investimenti, anche se al momento lo standard attuale rimane invariato.


Scope 3_GHG Protocol

Greenhouse Gas Protocol ha pubblicato Scope 3 Standard Revisions: Phase 1 Progress Update, un paper di marzo 2026 che riassume le bozze di revisione dello Corporate Value Chain (Scope 3) Accounting and Reporting Standard. Il documento presenta proposte preliminari su definizione dei confini, qualità dei dati e rendicontazione degli investimenti, indicando la probabile direzione della revisione.

La questione centrale nelle fonti è una definizione più chiara dei confini: cosa le aziende dovrebbero segnalare, cosa potrebbe rimanere facoltativo e come questa distinzione verrebbe comunicata.

Lo standard attuale e il processo di aggiornamento

L'attuale Corporate Value Chain (Scope 3) Standard è stato pubblicato nel 2011. GHG Protocol lo descrive come l'unico metodo riconosciuto a livello internazionale per le aziende per contabilizzare questo tipo di emissioni della catena del valore, attraverso le categorie 15 a monte e a valle.

Il nuovo documento si inserisce nell'ambito della più ampia revisione della suite aziendale GHG Protocol. Il processo è iniziato nel 2024, e l'aggiornamento sui progressi indica che è in corso l'implementazione con la International Organization for Standardization (ISO) per produrre un insieme armonizzato di standard internazionali per la rendicontazione delle emissioni di gas serra a livello aziendale o organizzativo.

Stato ed Effetto

GHG Protocol afferma che il documento è stato pubblicato per trasparenza dopo l'approvazione da parte del Independent Standards Board (ISB). Il suo contenuto rimane una bozza, è soggetto a modifiche e non è ancora entrato in consultazione pubblica, pertanto continuano ad applicarsi gli standard e le linee guida esistenti fino a quando non saranno emessi materiali revisionati.

Quale Fase 1 Copre

La fase 1 è suddivisa in tre serie. La Serie A riguarda la qualità dei dati e argomenti correlati. La Serie B riguarda la definizione dei confini, inclusa una nuova categoria 16 per altre attività della catena del valore. La Serie C riguarda i requisiti di classificazione e rendicontazione per gli investimenti nella categoria 15.

Sulla qualità dei dati, il progetto richiederebbe che le emissioni Scope 3 vengano disaggregate per tipo di dato e introdurrebbe la rendicontazione sul fatto che i dati Scope 3 siano stati verificati da una terza parte. Il documento aggiunge inoltre una guida provvisoria sui fattori di emissione, sugli obiettivi di specificità dei dati e sui target di miglioramento della qualità dei dati.

On boundaries, la bozza richiederebbe alle aziende che riportano in conformità con il standard rivisto di contabilizzare e riportare almeno 95% delle emissioni totali richieste di Scope 3. Fino a 5% delle emissioni totali richieste potrebbero essere escluse, con una clausola de minimis all'interno di tale soglia. Le emissioni richieste e opzionali dovrebbero inoltre essere riportate separatamente. Il documento sottolinea che i confini specifici per categoria per emissioni richieste e opzionali sono ancora in fase di considerazione nella Fase 2.

La proposta di nuova categoria 16 coprirebbe altre attività della catena del valore non incluse nelle categorie 1 a 15, incluse le attività facilitate. GHG Protocol collega questo ai modelli di business in cui l’azienda che riporta guadagna reddito da transazioni senza acquistare, vendere o possedere l'attività sottostante. Si afferma inoltre che la maggior parte delle sotto-categorie della categoria 16 sarebbero opzionali e divulgate separatamente rispetto alle emissioni richieste di Scope 3, mentre l’elenco completo è ancora in fase di sviluppo.

Investimenti e Attività Finanziarie

La bozza modificherebbe anche la categoria 15. Secondo il documento, la categoria 15 si applicherebbe a tutte le aziende con investimenti e ai gestori di investimenti con controllo discrezionale, non solo alle istituzioni finanziarie. Tutti gli investimenti elencati nella categoria 15 diventerebbero richiesti, e il confine minimo proposto includerebbe le emissioni di scope 1, e lo scope 2 dell’investee e le emissioni richieste di scope 3. Le aziende dovrebbero inoltre divulgare la percentuale del valore contabile totale coperto dalle emissioni riportate della categoria 15.

Contemporaneamente, le attività associate all'assicurazione, sottoscrizione, emissione e altri servizi finanziari passerebbero alla categoria 16 e rimarrebbero opzionali secondo la bozza attuale.

Significato Pratico per i Preparatori

Per i preparatori, la principale implicazione pratica della bozza è la classificazione. Le proposte amplierebbero la categoria 15, creerebbero la categoria 16 per altre attività della catena del valore, incluse le attività facilitate, e tracerebbero una distinzione più chiara tra emissioni di Scope 3 richieste e opzionali. Se attuate, ciò renderebbe la classificazione un’area chiave di giudizio nel determinare quali emissioni rientrano nel reporting richiesto.

La seconda implicazione riguarda i dati e le prove. Il modello proposto richiederebbe la disaggregazione per tipo di dato, la divulgazione dello stato di verifica da parte di terzi, la giustificazione delle esclusioni e, per la categoria 15, la divulgazione della percentuale del valore contabile totale coperto dalle emissioni riportate. Quando le emissioni della categoria 16 sono riportate utilizzando standard di terzi, framework o legislazione, la bozza indica inoltre che la fonte metodologica utilizzata dovrà essere divulgata.

La terza implicazione è la struttura della divulgazione. Il reporting separato delle emissioni di Scope 3 richieste e opzionali metterebbe maggiore enfasi su come vengono presentate nel disclosure le scelte di confine, le esclusioni e i riferimenti metodologici.

Cosa Osservare Successivamente

Il prossimo segnale sarà sia procedurale sia tecnico. Il documento di marzo 2026 non è ancora entrato in consultazione pubblica, quindi il primo punto da osservare è come queste proposte della Fase 1 appariranno in una futura bozza di consultazione.

Successivamente, i principali punti da seguire sono le aree che il documento stesso lascia aperte: i confini specifici per categoria per emissioni richieste e opzionali ancora in considerazione nella Fase 2, la definizione finale e le sotto-categorie della categoria 16, e il trattamento finale degli investimenti e di altre attività finanziarie nelle categorie 15 e 16. Fino a quando non saranno emessi standard e linee guida rivisti, continua ad applicarsi lo Standard 2011 Scope 3.

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