Rendicontazione relativa alla natura: cosa potresti aver perso a luglio e ai primi di agosto
La natura sta acquisendo un ruolo sempre più rilevante nell'agenda della rendicontazione aziendale. I recenti sviluppi del CBD, GRI, ISSB e TNFD mostrano come le aspettative stiano diventando più specifiche in materia di politiche, informative e valutazione dei rischi.

Luglio e l’inizio di agosto hanno portato diversi importanti sviluppi nella rendicontazione relativa alla natura. I cambiamenti più rilevanti riguardano le aspettative normative globali, la rendicontazione degli impatti, l’informativa rivolta agli investitori e la valutazione pratica dei rischi legati alla natura.
Questi sviluppi si stanno verificando in diverse aree del panorama dell’informativa, che sono tuttavia sempre più interconnesse. Il Quadro globale per la biodiversità fornisce il contesto normativo per la valutazione e l’informativa aziendale, GRI affronta gli impatti delle organizzazioni sulla biodiversità, mentre ISSB sta sviluppando requisiti incentrati sugli investitori per i rischi e le opportunità legati alla natura. TNFD, a sua volta, sta perfezionando gli approcci pratici utilizzati per identificare e valutare tali tematiche.
CBD definisce il più ampio contesto normativo
Il Quadro globale di Kunming–Montreal per la biodiversità (GBF) stabilisce 23 obiettivi globali per 2030. A luglio, il Secretariat of the Convention on Biological Diversity (CBD) ha pubblicato un rapporto globale riveduto sui progressi collettivi nell'ambito del Quadro, a seguito della revisione tra pari. Il rapporto informerà la prima valutazione globale presso COP17 a Yerevan in ottobre. Il documento ha inoltre alimentato le discussioni durante la riunione di agosto del Subsidiary Body on Implementation (SBI), nella quale la CBD Executive Secretary Astrid Schomaker ha dichiarato che i progressi restavano disomogenei e ha sottolineato che l'attuazione avrebbe dovuto accelerare per conseguire tutti gli obiettivi.

Fonte: Obiettivi GBF di Kunming–Montreal per 2030, Toolkit di branding del Kunming–Montreal GBF
Tra gli obiettivi del GBF, l’Obiettivo 15 è quello più direttamente rilevante per la rendicontazione aziendale, poiché affronta specificamente le modalità con cui le imprese valutano e divulgano le informazioni relative alla biodiversità. Esso invita le Parti ad adottare misure giuridiche, amministrative o politiche per incoraggiare e consentire alle imprese e, in particolare, per garantire che le grandi imprese e le imprese transnazionali, nonché gli istituti finanziari, monitorino, valutino e divulghino regolarmente e in modo trasparente i propri rischi, le proprie dipendenze e i propri impatti sulla biodiversità.
L’ambito di applicazione si estende alle attività operative, alle catene di fornitura e del valore e, per gli istituti finanziari, ai portafogli. Il quadro di monitoraggio dell’Obiettivo 15 include inoltre indicatori relativi alle imprese che pubblicano relazioni di sostenibilità e alle organizzazioni che hanno manifestato l’intenzione di iniziare ad adottare le raccomandazioni TNFD.
Il ruolo degli istituti finanziari sta ricevendo una crescente attenzione in vista di COP17. Schomaker ha evidenziato l’esposizione dei portafogli al deterioramento degli ecosistemi, il sostegno alle transizioni dei clienti e norme più chiare in materia di divulgazione come principali aree di interesse.
L’Obiettivo GRI rafforza la prospettiva della rendicontazione degli impatti
A luglio, Global Reporting Initiative (GRI) ha approvato la Kumamoto Declaration, che richiede approcci coerenti a livello globale e basati su standard per la rendicontazione, la valutazione, la definizione degli obiettivi e la pianificazione della transizione. GRI sostiene che una rendicontazione coerente degli impatti fornisca le informazioni necessarie per l’azione delle imprese, la responsabilità pubblica e un processo decisionale informato.
GRI 101: La biodiversità 2024 consente alle organizzazioni di rendicontare i loro impatti più significativi sulla biodiversità e il modo in cui li gestiscono. È importante sottolineare che GRI inquadra questa rendicontazione come un'estensione oltre i rischi finanziari, per mostrare in che modo le attività aziendali incidono sugli ecosistemi, sulle specie e sulle persone che da essi dipendono.
ISSB Avanza verso una bozza per consultazione
Il principale sviluppo in materia di rendicontazione nel mese di luglio è venuto dal International Sustainability Standards Board (ISSB). Il 21 luglio, il Board ha confermato il completamento del dovuto processo procedurale e i piani per pubblicare una bozza per consultazione a ottobre 2026, con un periodo di consultazione di 120 giorni.
Il documento proposto assumerebbe la forma di una IFRS Dichiarazione di prassi sulle informazioni relative alla natura. La Dichiarazione di prassi non sarebbe obbligatoria, sebbene le giurisdizioni potrebbero richiederne l'applicazione. IFRS S1 richiede già informazioni rilevanti sui rischi e sulle opportunità legati alla sostenibilità che si potrebbe ragionevolmente prevedere possano incidere sulle prospettive di un'entità.
Tra le metriche proposte figurano il valore e la percentuale delle attività o delle attività aziendali vulnerabili ai rischi legati alla natura identificati e allineate alle opportunità legate alla natura identificate. La localizzazione sarebbe particolarmente importante, poiché l'esposizione può variare tra siti, ecosistemi e parti della catena del valore. Le imprese utilizzerebbero informazioni ragionevoli e dimostrabili disponibili senza costi o sforzi eccessivi.
In base alle decisioni provvisorie di ISSB, alle entità sarebbe inoltre richiesto di utilizzare l’analisi di scenario relativa alla natura per valutare la resilienza della propria strategia e del proprio modello di business ai rischi legati alla natura. L’approccio terrebbe conto delle competenze, delle capacità e delle risorse dell’entità, mentre si prevede che le valutazioni della resilienza legata alla natura siano più specifiche per località e per asset rispetto alle valutazioni relative al clima.
ISSB ha inoltre deciso in via provvisoria di fornire indicazioni sulle connessioni tra i rischi e le opportunità legati al clima e quelli legati alla natura, inclusi i compromessi e i co-benefici, nonché sulle interazioni con i Popoli indigeni, le comunità locali e gli stakeholder interessati, ove pertinenti ai rischi e alle opportunità legati alla natura.
La proposta si baserebbe sulle risorse esistenti. L’approccio LEAP di TNFD potrebbe supportare l’identificazione e la valutazione, ma non sarebbe obbligatorio. Le entità continuerebbero a fare riferimento alle metriche pertinenti relative alla natura contenute negli Standard SASB e a considerarne l’applicabilità, mentre le metriche TNFD e i pertinenti Standard ESRS e GRI potrebbero fornire ulteriori indicazioni.
TNFD si concentra sul problema della valutazione
Il documento di discussione di luglio di TNFD individua due aree prioritarie per un possibile perfezionamento: la fase Assess dell’approccio LEAP e l’analisi degli scenari legati alla natura. L’attenzione è rivolta a indicazioni più chiare, strumenti pratici ed esempi in grado di supportare valutazioni più coerenti e comparabili.
La sfida principale consiste nel tradurre le informazioni ambientali in rischi aziendali. I dati sull’uso dell’acqua, sulla conversione dei terreni, sull’inquinamento, sulle condizioni degli ecosistemi o sull’ubicazione dei fornitori possono identificare dipendenze e impatti, ma di per sé non mostrano come questi potrebbero incidere sui ricavi, sui costi operativi, sul valore degli attivi, sui finanziamenti o sulla continuità aziendale.
TNFD evidenzia le difficoltà pratiche legate alla definizione di percorsi causali, all’integrazione delle questioni legate alla natura nella gestione dei rischi d’impresa e alla quantificazione dei potenziali effetti finanziari. Anche l’analisi degli scenari rimane complessa a causa della complessità metodologica, dei limiti dei dati e della mancanza di approcci standardizzati.
Il lavoro si concentra pertanto sul rendere più coerente il collegamento tra dipendenze e impatti, rischi e opportunità identificabili ed effetti finanziari. TNFD intende inoltre utilizzare il lavoro per fornire indicazioni alle autorità di regolamentazione e agli organismi di normazione che stanno sviluppando approcci ai rischi e alle opportunità legati alla natura.
TNFD ha inoltre pubblicato a luglio un documento di discussione separato sulle metriche relative alle specie aliene invasive (IAS). Il documento propone perfezionamenti all’attuale metrica di informativa globale di base e alla metrica di informativa aggiuntiva, insieme a nuove indicazioni per l’attuazione volte a misurare la metrica di base proposta. A seguito della consultazione, TNFD intende finalizzare le metriche di informativa IAS e le relative indicazioni a ottobre 2026.
A settembre è previsto un ulteriore aggiornamento a livello di mercato, quando TNFD prevede di pubblicare il suo secondo Rapporto sullo stato durante la Climate Week NYC. Fornirà una valutazione globale dei progressi compiuti nella valutazione, nell’informativa e nei processi decisionali relativi alla natura, comprese le tendenze e le sfide legate all’attuazione.
Cosa succede ora
A ottobre sono attesi ulteriori importanti sviluppi. ISSB prevede di pubblicare la propria bozza per consultazione, mentre COP17 condurrà a Yerevan la prima revisione globale dei progressi collettivi nell’ambito del Kunming–Montreal Global Biodiversity Framework. Anche TNFD prevede di finalizzare le proprie metriche di informativa sulle specie aliene invasive e le relative linee guida di misurazione a seguito della consultazione.
Nel loro insieme, questi sviluppi forniranno ulteriori dettagli sull’informativa aziendale, sulle politiche globali in materia di biodiversità e sulla misurazione pratica delle tematiche legate alla natura.