L'UE cambia rotta sulle regole di sostenibilità: campo di applicazione del CSRD ridotto e ritardo negli atti di Livello 2
Gli sviluppi recenti sia al Parlamento Europeo che alla Commissione Europea segnalano un impegno coordinato per ridurre l'onere normativo associato alle regole aziendali sulla sostenibilità. Una votazione in commissione al Parlamento e una lettera politica della Commissione indicano l'intenzione di restringere gli obblighi di rendicontazione e di posticipare la tempistica di diverse misure tecniche.

La Commissione per gli Affari Giuridici del Parlamento Europeo ha adottato la propria posizione sul pacchetto di semplificazione della Commissione riguardante il reporting aziendale sulla sostenibilità e la due diligence. La proposta ha ricevuto 17 voti favorevoli, 6 contrari e 2 astensioni. Parallelamente, la Commissione Europea ha emesso una lettera in cui declassa la priorità di diverse misure regolamentari di Livello 2 nel settore dei servizi finanziari, confermando che alcuni atti non essenziali non saranno adottati prima del 1 ottobre 2027. Questi due sviluppi indicano un cambiamento nell'agenda regolatoria a breve termine verso semplificazioni e ritardi.
Adeguamenti ai requisiti di rendicontazione sulla sostenibilità
Il Parlamento propone di restringere il campo di applicazione della Direttiva sul Reporting della Sostenibilità Aziendale (Corporate Sustainability Reporting Directive - CSRD). Secondo la posizione della commissione, solo le imprese con più di 1.000 dipendenti e un fatturato annuo netto superiore a 450 milioni di EUR sarebbero soggette all'obbligo di rendicontazione sulla sostenibilità. Le aziende al di sotto di queste soglie sarebbero incoraggiate a effettuare una rendicontazione volontaria, seguendo le linee guida della Commissione. Le modifiche mirano a ridurre l'onere amministrativo preservando l'architettura centrale della direttiva.
La proposta prevede inoltre una maggiore chiarezza sulle informazioni richieste e prevede lo sviluppo di un portale digitale centralizzato. Questa piattaforma ospiterebbe modelli, linee guida e altri materiali di supporto, integrando il European Single Access Point.
Soglie più elevate per le regole di due diligence
Per quanto riguarda la Direttiva sulla Due Diligence sulla Sostenibilità Aziendale (Corporate Sustainability Due Diligence Directive - CSDDD), la commissione suggerisce di limitare il campo di applicazione alle grandi imprese. Per le imprese con sede nell'UE, gli obblighi si applicherebbero solo se il numero di dipendenti supera 5.000 e il fatturato supera 1,5 miliardi di EUR. Le imprese non UE rientrerebbero nel campo di applicazione se il fatturato generato nell'UE raggiunge la stessa soglia.
Le modifiche proposte promuovono un approccio basato sui rischi nell'interazione con i partner commerciali e confermano l'obbligo di piani di transizione allineati con l'Accordo di Parigi. La responsabilità civile resterebbe disciplinata dai sistemi giuridici nazionali. Le sanzioni amministrative potrebbero arrivare fino al 5% del fatturato globale, con ulteriori linee guida di attuazione da sviluppare da parte delle autorità nazionali.
La Commissione declassa le misure tecniche di Livello 2
Accanto ai cambiamenti legislativi, la Commissione Europea ha formalmente declassato la priorità di una serie di misure di Livello 2 considerate non essenziali. In una lettera indirizzata alle Autorità Europee di Vigilanza e al Presidente dell'Autorità Antiriciclaggio, la Commissione dettaglia quali atti delegati e di esecuzione non saranno perseguiti prima del 1 ottobre 2027. Questo ritardo ha l'obiettivo di alleviare la pressione sull'attuazione consentendo al quadro legislativo di Livello 1 di operare come previsto.
Inclusi nell'Allegato della lettera vi sono alcuni atti delegati relativi agli European Sustainability Reporting Standards (ESRS). Questi sono esplicitamente elencati tra le misure non essenziali, con date di adozione che variano tra il secondo trimestre 2025 e il quarto trimestre 2029 a seconda dell'atto specifico. Gli ESRS specifici per settore sono attualmente programmati per il secondo trimestre 2026, mentre le modifiche al primo set di ESRS sono previste per il quarto trimestre 2027. Ulteriori atti delegati sugli standard di assurance sono indicati per il quarto trimestre 2026 e il primo trimestre 2028.
Ciò suggerisce che, sebbene molte misure correlate alla sostenibilità siano deprioritizzate, potrebbero comunque essere adottate prima della più ampia scadenza del 2027 fissata per altri atti non essenziali di Livello 2. La tempistica scaglionata riflette un approccio misurato alla semplificazione regolamentare, mantenendo l'allineamento con l'attuazione della legislazione di Livello 1.
Implicazioni per i redattori
Congiuntamente, la posizione del Parlamento e la deprioritizzazione della Commissione segnalano una temporanea stabilizzazione del quadro regolamentare. I redattori dovrebbero continuare a implementare gli ESRS già in vigore e monitorare gli sviluppi del processo legislativo, in particolare l'esito dei triloghi.
Il calendario della Commissione per le misure di Livello 2 suggerisce che non sorgeranno nuovi obblighi tecnici importanti nelle aree coinvolte prima della fine del 2027. Si consiglia alle aziende di adeguare la pianificazione di conseguenza, prestando particolare attenzione a eventuali aggiornamenti procedurali provenienti dalle istituzioni.