Ritiro dei Principi Interagenzia USA sul Rischio Climatico e le sue Implicazioni per la Pratica di Vigilanza
Nell'ottobre 2025, i regolatori finanziari statunitensi hanno annunciato il ritiro dei principi congiunti sulla gestione del rischio finanziario legato al clima. La decisione riflette un ritorno alle pratiche di vigilanza esistenti senza una guida specifica separata dedicata al clima.

Il 16 ottobre 2025, l'Office of the Comptroller of the Currency (OCC), il Board of Governors of the Federal Reserve System (il Board) e la Federal Deposit Insurance Corporation (FDIC) hanno congiuntamente revocato i Principi per la Gestione del Rischio Finanziario Connesso al Clima per le Grandi Istituzioni Finanziarie. Tali principi, finalizzati il 30 ottobre 2023, erano destinati a istituzioni con oltre 100 miliardi di dollari di attività consolidate totali. Il quadro era stato inteso a supportare l'integrazione del rischio finanziario legato al clima nelle strutture di governance del rischio esistenti.
Il ritiro è seguito alla decisione dell'OCC del 31 marzo 2025 di terminare la sua partecipazione alle linee guida congiunte. In assenza di un supporto unificato da parte delle agenzie, i regolatori rimanenti hanno concluso che la continuazione dell’implementazione dei principi non fosse più appropriata.
Rafforzamento delle Aspettative di Rischio Esistenti
Le agenzie hanno chiarito che il ritiro non indica una diminuzione della rilevanza dei rischi finanziari connessi al clima. Al contrario, hanno sottolineato che gli standard di vigilanza esistenti richiedono già alle istituzioni finanziarie di identificare e affrontare tutti i rischi materiali, inclusi quelli emergenti da tendenze ambientali o altri fattori esterni, quando sono finanziariamente significativi.
Le aspettative di vigilanza restano incorporate in quadri normativi quali la Sezione 39 del Federal Deposit Insurance Act (12 U.S.C. 1831p-1) e i suoi regolamenti attuativi. Tali normative coprono controlli interni, sottoscrizione dei prestiti, rischio di tasso d'interesse e pratiche di governance. Le agenzie hanno affermato che le istituzioni finanziarie dovrebbero continuare ad utilizzare questi meccanismi esistenti per gestire i rischi legati al clima quando applicabile.
Motivazione del Passo Normativo
Nella loro comunicazione congiunta, le agenzie hanno spiegato che mantenere un insieme separato di principi specifici per il clima era inutile e poteva distrarre dalla gestione di altri potenziali rischi identificati da processi e regole di rischio esistenti. Hanno riaffermato che si aspettano che le istituzioni finanziarie mantengano la resilienza attraverso tutte le categorie di rischio operative, di credito, di mercato e altre.
Le agenzie hanno inoltre sottolineato che i principi non stabilivano requisiti né divieti applicabili, e che né i principi né la loro revoca creano diritti o obblighi. Il ritiro quindi non introduce nuovi requisiti né elimina quelli esistenti. Le istituzioni restano libere di considerare i rischi climatici su base volontaria. La decisione non scoraggia né impone alcun approccio specifico.
Classificazione Regolamentare e Nota Amministrativa
Il ritiro è stato classificato come azione regolamentare significativa ai sensi del Executive Order 12866. Tuttavia, non comporta alcun nuovo onere di raccolta dati o divulgazione ai sensi del Paperwork Reduction Act. Non saranno presentate nuove raccolte di informazioni per la revisione e la decisione non modifica i requisiti procedurali per gli enti regolamentati.
Le agenzie hanno sottolineato che il ritiro non crea né limita diritti legali e non influisce sulla capacità delle istituzioni finanziarie di perseguire autonomamente pratiche di gestione dei rischi collegati al clima.
Conseguenze potenziali per il settore
La rescissione riafferma un approccio alla regolamentazione basato sui principi, secondo il quale le istituzioni mantengono discrezionalità su come affrontare le categorie di rischio emergenti. Alcune organizzazioni potrebbero continuare a integrare le considerazioni climatiche nei sistemi di controllo interno e governance in linea con le priorità strategiche o degli stakeholder. Altre potrebbero sospendere ulteriori sviluppi in questo ambito, data l'assenza di indicazioni formali di vigilanza.
Tuttavia, il ritiro sottolinea che l’allineamento regolatorio nazionale sul rischio climatico rimane limitato. Le agenzie hanno ribadito che i principi revocati non erano necessari per garantire una gestione prudente del rischio e avrebbero potuto distogliere l’attenzione dalle priorità di supervisione consolidate.
Prospettive e responsabilità istituzionale
Ci si aspetta che le istituzioni finanziarie continuino a gestire tutti i rischi rilevanti tramite meccanismi di governance stabiliti. Il rischio climatico, se determinato essere finanziariamente materiale, rientra in tale obbligo. Con la rimozione dei principi interagenzia, le istituzioni devono valutare come incorporare i fattori ambientali nei loro più ampi quadri di rischio, guidate dai loro profili di esposizione unici e dalle aspettative degli stakeholder.
L’architettura regolamentare stessa rimane invariata. Tuttavia, in assenza di linee guida dedicate ai rischi climatici, è probabile che persistano variazioni nelle interpretazioni e nelle pratiche istituzionali in tutto il settore.