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28 Feb 2025
Notizie

La Commissione Europea Riduce i Requisiti di Reporting ESG: Revisione della Copertura e Semplificazione della Regolamentazione

La Commissione Europea sta adottando misure per semplificare il reporting ESG riducendo il numero di aziende obbligate a divulgare dati dettagliati. Questa iniziativa mira ad alleggerire l'onere amministrativo per le imprese pur promuovendo la sostenibilità. Le modifiche proposte includono l’innalzamento delle soglie per il reporting obbligatorio e la razionalizzazione della normativa per concentrarsi sulle relazioni commerciali chiave, offrendo alle aziende maggiore flessibilità e riducendo la complessità dei requisiti di rendicontazione.


La Commissione Europea ha proposto di ridurre il numero di aziende obbligate a divulgare dati ESG come parte di una strategia volta ad alleviare il peso burocratico sulle imprese — una mossa in linea con riforme normative più ampie volte ad aumentare la competitività dell’economia europea. Questa iniziativa, che mira a semplificare i requisiti di reporting, supporterà le aziende offrendo un quadro regolamentare più prevedibile e gestibile.

Bruxelles si appresta a presentare la cosiddetta proposta "omnibus" — un pacchetto completo che aggiornerà i principali regolamenti relativi alla sostenibilità, inclusi la CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive) e la CSDDD (Corporate Sustainability Due Diligence Directive). L’obiettivo è armonizzare i requisiti di rendicontazione ESG in tutta Europa, riducendo la pressione amministrativa sulle imprese e garantendo coerenza nell’applicazione degli standard di sostenibilità.

Revisione delle Soglie per il Reporting Obbligatorio

Un elemento chiave della riforma proposta è la revisione delle soglie per la divulgazione ESG obbligatoria. Secondo la nuova proposta, solo le grandi aziende — con più di 1.000 dipendenti e un fatturato annuo superiore a €450 milioni — saranno soggette al reporting obbligatorio. Si tratta di un cambiamento significativo rispetto alle normative attuali, che già obbligano le aziende con 250 dipendenti e un fatturato di €40 milioni a divulgare dati ESG. Questa modifica dovrebbe esentare una larga proporzione di imprese di medie dimensioni, offrendo loro sollievo dal processo oneroso e dispendioso in termini di tempo di preparazione di report ESG dettagliati.

Abbandono degli Standard Settoriali di Reporting ESG

Un’altra modifica importante è l’abbandono degli standard settoriali specifici di reporting ESG che erano previsti per il 2026. La Commissione Europea propone di eliminare questo requisito per evitare di aggiungere ulteriori livelli di complessità per le imprese. Concentrandosi su standard di rendicontazione più generali e applicabili a tutti i settori, le aziende potranno semplificare i loro sforzi ed evitare la necessità di adattarsi a requisiti industriali specifici, rendendo la conformità più semplice ed economica.

Alleggerimento dei Requisiti di Due Diligence (CSDDD)

Le riforme proposte impattano anche la Corporate Sustainability Due Diligence Directive (CSDDD). Nel nuovo quadro normativo, le aziende saranno tenute a valutare e divulgare i rischi ESG solo all’interno delle loro relazioni commerciali dirette — nello specifico, le filiali e i partner immediati.

Questa revisione restringe l’ambito dei requisiti di due diligence e rimuove l’obbligo di monitorare fornitori di secondo e terzo livello. Pur prevedendo un alleggerimento del carico gestionale per le imprese nel controllo delle catene di approvvigionamento, potrebbe ridurre la trasparenza in aree più distanti dalle operazioni aziendali dirette, complicando potenzialmente gli sforzi per una visibilità completa della catena di fornitura.

Dibattito Politico: Un Equilibrio Tra Interessi Aziendali e Sviluppo Sostenibile

Le riforme proposte hanno suscitato un dibattito significativo tra gli Stati membri dell'UE. Paesi come Germania e Francia sostengono l'alleggerimento dei requisiti, sostenendo che consentirà alle imprese europee di rimanere competitive nel mercato globale. Al contrario, Spagna e diverse altre nazioni hanno espresso preoccupazioni, avvertendo che semplificare eccessivamente le normative potrebbe compromettere elevati standard di rendicontazione che tutelano l'ambiente e i diritti umani. Il dibattito mette in evidenza la tensione continua tra incentivare la crescita delle imprese e garantire che la sostenibilità resti al centro delle strategie aziendali.

Contesto Globale: l'UE e gli Stati Uniti

Le modifiche proposte alle normative ESG dell'UE fanno parte di una tendenza globale più ampia, in cui diverse regioni adottano approcci distinti ai quadri di sostenibilità. Negli Stati Uniti, il panorama regolamentare è storicamente stato più flessibile, in particolare durante l'amministrazione Trump, che ha attivamente annullato numerose normative ambientali.

Questo approccio ha privilegiato la crescita economica rispetto a obblighi ESG rigorosi, riducendo in particolare le responsabilità aziendali relative al rischio climatico e all'impatto ambientale. Sebbene l'amministrazione Biden abbia successivamente reintrodotto alcune di queste normative, il quadro complessivo ESG degli Stati Uniti rimane meno esigente rispetto alle direttive europee complete come la CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive) e la CSDDD (Corporate Sustainability Due Diligence Directive). Questa divergenza sottolinea le sfide nel raggiungere uno standard globale unificato per la rendicontazione ESG.

Il Futuro della Rendicontazione ESG in Europa

Il futuro della rendicontazione ESG in Europa è destinato a evolversi, con semplificazioni normative che potrebbero ridurre gli oneri amministrativi per le imprese. Tuttavia, questo potrebbe anche influenzare la coerenza e la comparabilità dei dati ESG tra i diversi settori. Le grandi imprese probabilmente continueranno ad aderire a standard volontari più elevati, guidate dalla domanda degli investitori di trasparenza sui rischi di sostenibilità e sulla governance. Con il mutamento del contesto regolatorio, si prevede che le aziende faranno sempre maggior affidamento su tecnologie avanzate per migliorare la qualità della loro rendicontazione ESG, fornendo dati più precisi e in tempo reale, bilanciando la conformità normativa con le aspettative di mercato per una disclosure robusta sulla sostenibilità.

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