La Germania abrogherà la legge sulla due diligence nelle catene di approvvigionamento in favore della legislazione UE
La Germania è pronta a rivedere il proprio approccio nazionale alla due diligence nelle catene di approvvigionamento. I piani recentemente annunciati di abrogare il LkSG segnalano un orientamento verso un allineamento regolamentare con i quadri normativi a livello UE, con implicazioni per i futuri obblighi aziendali di sostenibilità e le pratiche di rendicontazione.

Nell'ambito del suo Programma Immediato per la Riduzione della Burocrazia, il nuovo governo di coalizione della Germania ha annunciato l'intenzione di abrogare la legge nazionale sulla Due Diligence nelle Catene di Approvvigionamento (LkSG). L'annuncio è stato incluso nell'accordo di coalizione pubblicato il 9 aprile.
Disposizioni dell'Accordo di Coalizione riguardanti il LkSG
L'abolizione del LkSG è stata confermata nell'accordo di coalizione tra la CDU, CSU e il SPD. L'accordo stabilisce che il LkSG sarà abrogato e sostituito da una nuova legge sulla responsabilità aziendale internazionale, destinata a recepire la Direttiva UE sulla Due Diligence Aziendale di Sostenibilità (CSDDD) in modo "meno burocratico e più favorevole all'applicazione". Gli obblighi di rendicontazione previsti dal LkSG saranno immediatamente sospesi e non si applicheranno più.
Fino all'entrata in vigore della nuova legislazione, gli obblighi di due diligence del LkSG non saranno sanzionati - ad eccezione dei casi che coinvolgono gravi violazioni dei diritti umani. Inoltre, la coalizione ha espresso il suo sostegno all'iniziativa Omnibus della Commissione Europea, che mira a ridurre e posticipare gli obblighi di rendicontazione di sostenibilità dell'UE, in particolare per le PMI.
Contesto: la legge tedesca sulla Due Diligence nelle Catene di Approvvigionamento (LkSG)
La legge tedesca sulla Due Diligence nelle Catene di Approvvigionamento (Lieferkettensorgfaltspflichtengesetz, o LkSG) è entrata in vigore il 1 gennaio 2023. Applicabile inizialmente alle aziende con oltre 3.000 dipendenti, la sua portata è stata estesa a quelle con più di 1.000 dipendenti a partire dal 1 gennaio 2024. Tuttavia, il suo ambito si è esteso indirettamente anche alle PMI coinvolte nelle catene di approvvigionamento delle imprese tedesche interessate.
La legge ha imposto alle aziende con sede o operanti in Germania obblighi obbligatori di rispettare gli standard in materia di diritti umani e ambiente lungo le loro catene di fornitura globali. Ha richiesto alle imprese di stabilire procedure di due diligence, condurre valutazioni periodiche del rischio e adottare misure preventive per mitigare impatti negativi su persone e ambiente.
Il LkSG ha fatto esplicito riferimento a convenzioni internazionali, incluse quelle sul lavoro forzato e sui diritti dei popoli indigeni. Il suo obiettivo era prevenire violazioni dei diritti umani e danni ambientali inserendo misure proattive di identificazione e mitigazione del rischio nella governance della catena di approvvigionamento aziendale.
Contesto: sviluppi a livello UE – CSDDD e pacchetto Omnibus
Nel maggio 2024, il Parlamento Europeo ha adottato la Direttiva sulla Due Diligence Aziendale di Sostenibilità (CSDDD), stabilendo obblighi vincolanti per grandi imprese UE e non UE di identificare, prevenire e mitigare impatti negativi su diritti umani e ambiente lungo tutte le loro operazioni, controllate e catene del valore.
Più recentemente, in aprile 2025, il Parlamento europeo ha votato per estendere la scadenza di recepimento della CSDDD. Secondo il calendario rivisto, gli Stati membri dell'UE hanno ora tempo fino al 26 luglio 2027 per incorporare la direttiva nella legislazione nazionale, con conseguenti ritardi nella sua applicazione. Questi adeguamenti fanno parte del più ampio pacchetto di semplificazione Omnibus, volto a facilitare gli oneri di conformità e a fornire percorsi di attuazione graduale per PMI e imprese.
Conclusione
La decisione della Germania di sostituire il LkSG con una nuova legge allineata alla CSDDD riflette un tentativo di semplificare l'attuazione e ridurre l'onere amministrativo, pur rimanendo all'interno del più ampio quadro normativo dell'UE. Sebbene l'accordo di coalizione sia ancora in attesa dell'approvazione formale da parte degli organi direttivi dei partiti, si prevede che ciò avvenga entro la fine di aprile. Piuttosto che segnalare un ritiro dagli impegni di due diligence, la mossa rappresenta uno spostamento verso l'armonizzazione della legislazione nazionale con i requisiti in evoluzione a livello dell'UE.