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03 Apr 2025
Notizie

L'UE rinvia le principali direttive sulla sostenibilità in mezzo a una spinta "stop-the-clock" per semplificazione e competitività

A seguito di una recente votazione nel Parlamento Europeo, l'UE ha introdotto rilevanti aggiustamenti ai tempi di attuazione delle sue direttive chiave sulla sostenibilità. Questi cambiamenti – inquadrati all'interno di un'agenda più ampia di semplificazione – riguardano la CSRD e la CSDDD, con implicazioni per le aziende che operano negli Stati membri dell'UE.


Stop-the-Clock

Il quadro normativo dell'UE in materia di sostenibilità sta entrando in una fase di ricalibrazione. Il 3 aprile il Parlamento Europeo ha approvato i rinvii alla Direttiva sul dovere di diligenza in materia di sostenibilità aziendale (CSDDD) e alla Direttiva sulla rendicontazione di sostenibilità aziendale (CSRD). Questi aggiustamenti riflettono la spinta politica dietro la proposta "stop-the-clock" del Consiglio, che mira a ridurre l'onere regolamentare e potenziare la competitività, preservando al contempo l'indirizzo strategico del EU Green Deal.

Pacchetto Omnibus: L'agenda più ampia per la semplificazione

In realtà, i recenti rinvii fanno parte di un'iniziativa legislativa più ampia – il "Pacchetto Omnibus di Semplificazione" – finalizzata a ridurre la complessità e ad alleviare gli oneri di conformità per le imprese. Il 26 febbraio, la Commissione Europea ha introdotto questo pacchetto per affrontare molteplici quadri normativi, inclusi CSRD, CSDDD, il Regolamento sulla Tassonomia e il Meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM), al fine di migliorare la competitività globale dell'UE.

Il Pacchetto Omnibus si compone di due parti: Omnibus I, che propone modifiche alla CSRD, CSDDD e al Regolamento sulla Tassonomia, e Omnibus II, che si concentra sulla razionalizzazione dei programmi di investimento UE come InvestEU. Queste proposte sono ancora soggette a ulteriori negoziati e adozione formale, ma segnalano una svolta normativa verso maggiore flessibilità e sollievo amministrativo.

Tempi Rivisti: Chi è Interessato e Quando

Con 531 voti favorevoli, 69 contrari e 17 astensioni, il Parlamento Europeo ha adottato la proposta della Commissione nell'ambito di un più ampio sforzo per semplificare le regole ESG. Secondo il nuovo cronoprogramma, gli Stati membri avranno tempo fino al 26 luglio 2027 per recepire la CSDDD nella legislazione nazionale. La prima ondata di società interessate – quelle con oltre 5.000 dipendenti e un fatturato di 1,5 miliardi di euro, o società non UE con equivalente fatturato UE – applicherà le regole di due diligence a partire dal 2028. La stessa data si applicherà alla seconda ondata, relativa a società con più di 3.000 dipendenti e un fatturato di 900 milioni di euro.

Anche i tempi per la rendicontazione di sostenibilità secondo la CSRD sono stati posticipati. Le grandi imprese con più di 250 dipendenti dovranno pubblicare i primi report di sostenibilità nel 2028, relativi all'esercizio finanziario 2027. Le PMI quotate inizieranno la rendicontazione un anno dopo, nel 2029.

Prospettiva Strategica

La decisione di rinviare le direttive chiave sulla sostenibilità segna un aggiustamento significativo nella roadmap normativa dell'UE. Pur essendo presentata come uno sforzo di semplificazione, crea un nuovo ambiente pianificatorio per le imprese che operano all'interno o in connessione con il mercato europeo. La direzione complessiva dell'agenda europea sulla finanza sostenibile rimane invariata, ma la sua attuazione seguirà un percorso più graduale.

Per i redattori dei report, i prossimi mesi richiederanno un accurato allineamento tra i requisiti legali rivisti e le aspettative di mercato in corso. Mantenere uno stato di prontezza operativa e coerenza tra giurisdizioni – in particolare per le organizzazioni attive a livello internazionale – sarà essenziale per mantenere fiducia e coerenza regolamentare trasversale.

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