Proroga delle sovvenzioni UE: ritardati gli standard di rendicontazione sulla sostenibilità per alcuni settori e entità non UE

Gli Stati membri dell'UE, riuniti nel Consiglio Europeo, hanno svelato una direttiva che segnala un ritardo nell'implementazione di cruciali standard di rendicontazione sulla sostenibilità. Questa direttiva riguarda la Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) e interessa due aspetti significativi: le divulgazioni di sostenibilità specifiche per settore e i requisiti di rendicontazione per le società operanti al di fuori dell'UE.
Il recente annuncio del Consiglio UE rappresenta la mossa conclusiva per formalizzare il rinvio degli European Sustainability Reporting Standards (ESRS) per settori specifici ed entità non UE. Questa decisione segue l'approvazione della direttiva da parte del Parlamento Europeo all'inizio di questo mese.
L'approvazione della direttiva evidenzia la complessità e le considerazioni necessarie per allineare le pratiche di rendicontazione sulla sostenibilità attraverso diversi settori e confini geografici. Essa riconosce la necessità di ulteriori discussioni e preparazioni per assicurare l'efficace implementazione di questi standard, sia all'interno dell'UE sia per le aziende operanti a livello internazionale.
Gli European Sustainability Reporting Standards (ESRS) fungono da quadro guida per le imprese al fine di divulgare i loro impatti, opportunità e rischi legati alla sostenibilità, come previsto dalla Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) dell'UE. Questa direttiva è entrata in vigore all'inizio del 2024, inaugurando una nuova era di trasparenza e responsabilità aziendale.
La proposta di rinvio è stata avanzata dalla Commissione Europea nel mese di ottobre, nell'ambito del suo ampio Programma dei lavori per il 2024. Tra le priorità vi era l'obiettivo di alleviare gli oneri di rendicontazione per le aziende, con particolare attenzione all'estensione della scadenza per l'adozione degli European Sustainability Reporting Standards (ESRS) specifici per settore. Questa iniziativa è stata evidenziata come azione chiave all’interno del Programma.
Come esplicitato dal Consiglio, le ragioni del rinvio sono molteplici. In primo luogo, esso consente alle imprese di concentrare gli sforzi sull'implementazione del primo insieme di ESRS, semplificando così gli obblighi di rendicontazione al minimo essenziale. Inoltre, il rinvio concede tempo aggiuntivo per lo sviluppo accurato di standard specifici per settore, adattati a diverse industrie, nonché per la definizione di quadri di rendicontazione destinati alle imprese operanti oltre i confini dell'UE. Questo approccio strategico mira a garantire la solidità e l'efficacia delle pratiche di rendicontazione sulla sostenibilità, in linea con le esigenze evolutive delle imprese e degli stakeholder.
Nel luglio 2023, la Commissione Europea ha introdotto il primo set di European Sustainability Reporting Standards (ESRS). Questi primi standard si caratterizzavano per l'approccio settorialmente neutro, delineando requisiti generali di rendicontazione sulla sostenibilità applicabili trasversalmente alle industrie. Successivamente è stata emanata la Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD), che ha previsto l'adozione degli ESRS specifici per settore entro la fine di giugno 2024. Tali standard settoriali sono stati concepiti per definire criteri di rendicontazione sostenibile precisi e aderenti alle caratteristiche uniche di ciascun settore industriale.
Oltre agli standard settoriali, la CSRD ha ampliato il suo ambito applicativo includendo anche le grandi imprese non UE operanti all'interno dell'Unione. A queste entità è stato imposto di conformarsi ai requisiti di rendicontazione sulla sostenibilità, con l’adozione delle regole ESRS prevista originariamente per fine giugno 2024. Successivamente, queste società avrebbero dovuto iniziare gli obblighi di rendicontazione sostenibile a partire dall’anno 2028. Questo duplice approccio ha l'obiettivo di garantire pratiche di rendicontazione sostenibile comprensive sia per le imprese UE che per quelle non UE, promuovendo trasparenza e responsabilità nell'ambiente economico globale.
Con la nuova direttiva approvata, la scadenza per le imprese non UE per adottare gli European Sustainability Reporting Standards (ESRS) è stata prorogata fino alla fine di giugno 2026. Analogamente, la scadenza per l'adozione degli ESRS specifici per settore è stata posticipata di 2 anni.
Nell'accordo raggiunto tra Consiglio UE e Parlamento su questa nuova direttiva, i legislatori hanno sottolineato l'importanza di un'attuazione tempestiva. Essi hanno esortato la Commissione Europea a pubblicare e adottare rapidamente gli standard di rendicontazione specifici per settore non appena saranno definiti, idealmente prima della nuova scadenza del 2026. Questo approccio proattivo testimonia l'impegno a promuovere pratiche di rendicontazione sulla sostenibilità in modo rapido ed efficace, assicurando l’allineamento ai framework regolatori in evoluzione e alle esigenze del settore.