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19 Sep 2025
Notizie

EPA propone di porre fine a gran parte del GHGRP: sintesi della proposta

La U.S. Environmental Protection Agency (EPA) ha proposto importanti modifiche al Greenhouse Gas Reporting Program (GHGRP), con l'obiettivo di semplificare gli obblighi di rendicontazione, ridurre i costi per l’industria e allinearsi alle recenti modifiche del Clean Air Act.


GHG emission

La scorsa settimana, la U.S. Environmental Protection Agency (EPA) ha emesso una proposta per riconsiderare il Greenhouse Gas Reporting Program (GHGRP). L'iniziativa prevede l'eliminazione permanente degli obblighi di rendicontazione per 46 categorie di sorgenti dopo l’anno di rendicontazione 2024. Secondo la proposta, gli impianti, i fornitori e i siti di iniezione sotterranea legati a queste categorie non sarebbero più tenuti a presentare dati sulle emissioni all’EPA. Per il settore petrolifero e del gas naturale, regolamentato sotto la sottosezione W, l'approccio è duplice. Il segmento della distribuzione del gas naturale vedrebbe la rimozione permanente degli obblighi di rendicontazione dopo il 2024, mentre gli altri nove segmenti avrebbero la rendicontazione sospesa fino al 2034, a seguito delle modifiche introdotte dal One Big Beautiful Bill Act. Per l’anno di rendicontazione 2025, nessun settore sarebbe tenuto a presentare dati. L’EPA ha inoltre suggerito di estendere la consueta scadenza di presentazione dal 31 marzo 2026 al 10 giugno 2026, a condizione che la norma sia finalizzata in tempo.

Base giuridica e contesto politico

Il GHGRP è stato inizialmente istituito ai sensi della sezione 114 del Clean Air Act, introdotto tramite il Fiscal Year 2008 Consolidated Appropriations Act, per garantire che fonti e fornitori di grandi dimensioni rendicontassero le emissioni di gas serra in numerosi settori industriali. Riforme successive hanno aggiunto un'imposta sulle emissioni di rifiuti ai sensi della sezione 136 del Clean Air Act, prevista per applicarsi dal 2024 in avanti per la maggior parte dei segmenti del sistema petrolifero e del gas naturale, escludendo la distribuzione del gas naturale. Il quadro legislativo è cambiato nel luglio 2025, quando il One Big Beautiful Bill Act ha modificato la sezione 136(g) del Clean Air Act. La revisione ha posticipato l’entrata in vigore dell’imposta sulle emissioni di rifiuti fino alle emissioni riportate per l’anno solare 2034 e successivi. Questa modifica ha fornito all’EPA la giustificazione legale per sospendere gli obblighi di rendicontazione per i segmenti pertinenti della sottosezione W fino al 2034.

Ambito, settori interessati e tempistiche

Le revisioni proposte interesserebbero un’ampia gamma di industrie. Quarantasei categorie al di fuori della sottosezione W perderebbero i requisiti di rendicontazione dopo l’anno di rendicontazione 2024. Queste includono la combustione fissa di combustibili, generazione di energia elettrica, produzione di alluminio, cemento, vetro, ferro e acciaio, trattamento delle acque reflue industriali, discariche, fornitori di combustibili a base di petrolio e carbone e impianti di iniezione di anidride carbonica. All’interno della sottosezione W, la distribuzione del gas naturale sarebbe esclusa permanentemente dagli obblighi di rendicontazione, mentre gli altri nove segmenti, che coprono produzione onshore e offshore, lavorazione, trasmissione, stoccaggio e impianti LNG, avrebbero le obbligazioni sospese fino al 2034.

Implicazioni finanziarie e operative

L’EPA stima che la proposta genererà notevoli risparmi finanziari per le industrie regolamentate. Le riduzioni annuali dei costi sono previste intorno a 303 milioni di dollari USA per il periodo 2025 - 2033. Di questa somma, 256 milioni di dollari all’anno proverrebbero dal settore petrolifero e del gas naturale, con la distribuzione del gas naturale che rappresenta circa tre milioni di dollari. Il rimanente, stimato in 47 milioni di dollari annui, deriverebbe da altri settori. Su tutto il periodo, i risparmi totali sono stimati tra 2,0 e 2,4 miliardi di dollari, a seconda del tasso di sconto applicato.

Implicazioni per la trasparenza e gli stakeholder

Attualmente, il GHGRP copre più di 8.000 impianti e fornitori in quarantasette categorie di sorgenti. Se attuata, la proposta ridurrebbe drasticamente l’ambito della rendicontazione obbligatoria delle emissioni. La rimozione o sospensione degli obblighi potrebbe creare significative lacune nei dati, limitando la visibilità delle emissioni in diversi settori chiave. Questa riduzione della trasparenza potrebbe ostacolare la capacità di investitori, comunità e autorità di valutare la performance ambientale. Il ritardo nel ripristino degli obblighi di rendicontazione per la maggior parte dei segmenti petroliferi e del gas naturale fino al 2034 potrebbe anche complicare la pianificazione a lungo termine per le entità regolamentate. Molti stakeholder, in particolare coloro che si basano sui dati GHGRP per divulgazioni volontarie, rendicontazioni ESG o monitoraggio della supply chain, potrebbero dover adattare i loro approcci in assenza di dati regolamentari standardizzati.

Scadenze chiave e prossimi passi

L'EPA avvierà un periodo di consultazione pubblica di quarantasette giorni successivamente alla pubblicazione della proposta nel Federal Register, accompagnato da un'udienza virtuale quindici giorni dopo la pubblicazione. Si incoraggia gli stakeholder a esaminare le istruzioni ufficiali, che saranno fornite nel Federal Register e sul sito web dell'Agenzia. Se finalizzata prima di marzo 2026, la scadenza per il reporting del 2025 potrebbe essere estesa al 10 giugno 2026, anche se non sarebbe richiesto alcun reporting per quell'anno secondo la proposta. Per maggiori informazioni sulla regola proposta e su come partecipare al processo di consultazione, si prega di consultare il fact sheet EPA.

Conclusione

Le revisioni proposte dall'EPA al GHGRP rappresenterebbero una delle modifiche più significative negli obblighi di rendicontazione non finanziaria per i gas a effetto serra negli Stati Uniti. La riforma dà priorità alla riduzione dei costi e all’efficienza amministrativa, prevedendo risparmi di diversi miliardi di dollari in vari settori. Allo stesso tempo solleva preoccupazioni sulla riduzione della trasparenza, sulla diminuzione della disponibilità dei dati e sulle implicazioni più ampie per l'allineamento regolamentare e le pratiche di rendicontazione ESG. La regola finale sarà definita dai commenti pubblici, da eventuali revisioni legali e dall’interpretazione da parte dell’Agenzia della propria autorità statutaria ai sensi del Clean Air Act.

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