EBA emette una no-action letter sulle divulgazioni ESG e aggiorna il cruscotto dei rischi
Poiché i requisiti di divulgazione legati alla sostenibilità continuano ad evolversi nel settore finanziario dell'UE, le istituzioni regolatorie stanno adeguando le loro linee guida per supportare un'implementazione fluida.

Recentemente, la European Banking Authority (EBA) ha emesso una no-action letter riguardante l'applicazione degli obblighi di divulgazione ESG nel quadro del Pilastro 3. Contemporaneamente, l'EBA ha pubblicato un aggiornamento del cruscotto dei rischi ESG con dati aggiornati a fine dicembre 2024. Questi passaggi intendono fornire chiarezza regolatoria durante una fase di transizione complessa nella rendicontazione di sostenibilità per le istituzioni UE.
Contesto giuridico e regolatorio
La no-action letter dell'EBA mira ad affrontare incertezze legali e operative legate al quadro in evoluzione della divulgazione ESG, alla luce delle modifiche proposte nell'ambito del pacchetto legislativo Omnibus della Commissione Europea sulla rendicontazione di sostenibilità.
La no-action letter si basa su articolo 9c del Regolamento (UE) n. 1093/2010, che autorizza l'EBA a emettere tali comunicazioni quando l'applicazione di un atto legislativo rilevante potrebbe sollevare problematiche significative. Ciò include casi in cui disposizioni possono confliggere con un altro atto oppure, sulla base delle informazioni disponibili, la loro applicazione potrebbe incidere negativamente sulla fiducia del mercato, sulla protezione degli investitori o sulla stabilità finanziaria.
Questa azione segue l'introduzione di nuovi requisiti di divulgazione ESG nel CRR3 (Regolamento (UE) 2024/1624), efficace dal 1° gennaio 2025, e si allinea alla revisione in corso degli Implementing Technical Standards (ITS) sulle divulgazioni ESG ai sensi del Pilastro 3. Mentre gli obblighi di rendicontazione ESG secondo l'articolo 449a CRR si applicavano inizialmente solo alle grandi istituzioni quotate, il CRR3 estende l'ambito a tutte le istituzioni. Parallelamente, il Regolamento di Esecuzione della Commissione (UE) 2024/3172 introduce ulteriori requisiti tecnici. Nel complesso, queste evoluzioni hanno generato incertezza legale e operativa, in particolare riguardo a specifici moduli e ai tempi della loro efficacia durante la fase di transizione.
Ambito e contenuto della no-action letter
L'EBA chiarisce che, fino all'entrata in vigore dei ITS modificati, le autorità competenti dovrebbero astenersi dal dare priorità ad azioni di vigilanza o di enforcement relative a diversi moduli di divulgazione ESG. In particolare, questo si applica ai moduli da EU 6 a EU 10 e ad alcune colonne dei Moduli 1 e 4. Lo stesso approccio è raccomandato per la raccolta vigilanza di tali moduli, come stabilito nella Decisione EBA EBA/DC/498.
La no-action letter riflette le proposte delineate nel consultation paper dell'EBA di maggio 2025 per modificare gli ITS, sottolineando ulteriormente l'intento dell'Autorità di supportare una transizione coerente e giuridicamente solida verso le pratiche di divulgazione revisionate.
Cruscotto dei rischi ESG: punti chiave
Contestualmente alla lettera, l'EBA ha pubblicato un aggiornamento del cruscotto dei rischi ESG che incorpora i dati a fine 2024. Il panorama attuale dei rischi per le istituzioni UE/SEE rimane sostanzialmente stabile, riflettendo la natura strutturale dei rischi climatici e ambientali e la graduale riallocazione dei portafogli bancari.
L'EBA indica che le future edizioni del dashboard saranno adeguate per riflettere l'ITS revisionato e allinearsi alle aspettative di vigilanza comunicate tramite la no-action letter. Il dashboard rimane uno strumento chiave di monitoraggio nel contesto in evoluzione dei rischi ESG, e la sua metodologia si evolverà parallelamente agli standard di rendicontazione.
Conclusione
L'approccio dell'EBA riflette un equilibrio tra ambizione regolatoria e realismo operativo. Rilasciando una no-action letter e adattando i suoi strumenti di vigilanza, l'Autorità concede alle istituzioni tempo per adeguarsi, mantenendo al contempo lo slancio nel migliorare la trasparenza sui rischi ESG. Gli standard in evoluzione sotto il Pilastro 3 richiedono una pianificazione strategica e un investimento sostenuto nelle infrastrutture dati ESG. Le istituzioni che sfruttano saggiamente la fase di transizione attuale saranno meglio posizionate per la piena conformità nel prossimo ciclo di rendicontazione.