Accademia di Reporting di Londra - logo
17 Feb 2025
Notizie

Coalizione globale chiede all’ONU di rendere obbligatorio il reporting ESG con doppia materialità

Una coalizione di 12 organizzazioni ha esortato l’ONU a rendere obbligatorio il reporting ESG con doppia materialità, evidenziando la necessità che le imprese comunichino sia i loro impatti di sostenibilità sia l’influenza di questi sui rischi finanziari. Questo approccio potrebbe offrire informazioni critiche per investitori e governi e semplificare la rendicontazione globale. Con il proseguire dei dibattiti internazionali, il passaggio alla doppia materialità potrebbe rimodellare il reporting ESG, migliorando le decisioni d’investimento a lungo termine e la chiarezza regolamentare.


Il 12 febbraio 2025, una coalizione di 12 organizzazioni impegnate nella finanza sostenibile e nel reporting aziendale ha sollecitato gli Stati membri dell’ONU ad adottare standard obbligatori di rendicontazione ambientale, sociale e di governance (ESG), inclusi quelli basati sulla doppia materialità. Tale richiesta è stata formulata in vista della Conferenza Internazionale delle Nazioni Unite sul finanziamento per lo sviluppo (FfD4), volta a riformare i sistemi finanziari internazionali per sostenere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs).

Tra le organizzazioni che supportano questa richiesta figurano GRI, B Lab, Capitals Coalition, CDP, il Danish Institute for Human Rights e la World Benchmarking Alliance, tra gli altri. Queste organizzazioni sottolineano l’importanza di integrare pratiche sostenibili nella rendicontazione aziendale per consentire un monitoraggio più efficace e trasparente.

La necessità di affrontare sia gli impatti esterni che i rischi finanziari

La coalizione afferma che la rendicontazione aziendale dovrebbe valutare non solo l’impatto dell’attività economica sull’economia, sull’ambiente e sulla società, ma anche come le questioni di sostenibilità influenzino rischi e opportunità finanziarie. Sostengono che tale approccio fornirà a investitori, governi e altre parti interessate informazioni essenziali per prendere decisioni informate in materia di finanza sostenibile.

Proposta di integrazione di due standard chiave

La lettera propone che i governi nazionali incorporino due importanti standard di sostenibilità nella loro legislazione: gli standard dell’International Sustainability Standards Board (ISSB), che si concentrano sulle esigenze informative degli investitori, e gli standard del Global Reporting Initiative (GRI), che valutano gli impatti esterni. Questi framework sono considerati consolidati e potrebbero aiutare i governi ad agire rapidamente ed efficacemente, sfruttandone la larga adozione e compatibilità.

Vantaggi dell’integrazione dei framework esistenti

La coalizione sottolinea che integrare tali standard fornirà informazioni comparabili a livello globale e utili per le decisioni, garantendo parità di condizioni e riducendo i costi di rendicontazione per le imprese.

La chiamata all’azione è stata lanciata mentre i delegati si preparano per una sessione importante a New York questa settimana, in vista della Conferenza sul finanziamento per lo sviluppo, che si terrà in Spagna entro la fine dell’anno. Si prevede che i dibattiti in tale conferenza affronteranno ulteriormente il tema del reporting ESG obbligatorio e della finanza sostenibile.

Dibattiti nella Commissione Europea riguardo il CSRD

La chiamata è coincisa con i dibattiti in corso all'interno della Commissione Europea riguardo al futuro della rendicontazione sulla doppia materialità obbligatoria ai sensi della Direttiva sulla rendicontazione della sostenibilità aziendale (CSRD). L'UE sta considerando la proposta "Omnibus", che potrebbe riaprire le negoziazioni sulla CSRD, sulla Direttiva sulla due diligence aziendale sulla sostenibilità (CSDDD) e sulla tassonomia della finanza sostenibile.

Sebbene le modifiche proposte mirino a semplificare l'onere regolamentare per le imprese, molte grandi società, investitori e organizzazioni della società civile vi si sono opposti. All'inizio di questo mese, oltre 150 organizzazioni della società civile hanno inviato una lettera alla Commissione Europea, avvertendo che modificare la legislazione precedentemente approvata potrebbe creare incertezza regolamentare, mettere a rischio gli investimenti esistenti e compromettere gli impegni futuri in materia di sostenibilità.

Conclusioni e impatto sulle imprese

Le discussioni sulla doppia materialità e sulla rendicontazione ESG obbligatoria proseguono a livello ONU e UE, plasmando il futuro degli standard di sostenibilità aziendale a livello globale. Per le imprese, ciò implica la necessità di un approccio più completo alla divulgazione, che potrebbe influenzare strategia e gestione del rischio.

Le aziende che stanno già integrando i principi ESG nelle loro operazioni saranno in una posizione migliore per ottenere un vantaggio competitivo, accedendo a informazioni più precise per le decisioni di investimento. Allo stesso tempo, una preparazione insufficiente ai cambiamenti normativi potrebbe comportare rischi regolamentari e inefficienze nella rendicontazione.

Accademia di Reporting di Londra - logo